maldestri esercizi di egocentrismo
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Mi sono svegliata violoncello e ho in mano un archetto di crine di cavallo. Puntale fermo a terra, manico in posizione... Qualcuno stanotte si è divertito a girare i miei piroli, chissà se è riuscito ad accordarmi. Chissà. Ora ho bisogno che qualcuno mi suoni, percuota le mie corde e mi verifichi. Sarà la primavera. Sarà!
Tu sei mia sorella, perché hai svolazzato con me sopra l’insonnia. Sei mia sorella perché mi hai trascinata su una nuvoletta di fumo rosa dai contorni gloss. Sei mia sorella perché sai cosa vuol dire uscire di casa e sperare che il mondo non ti noti. Perché sai cosa provo, so cosa provi. Perché mi sono svegliata alle 7.47 stamattina e sono nata il 4 marzo. Perché sei la discrezione. Perché, sotto il tuo materasso c’è un pisello scintillante. Perché stanotte ho ricevuto un bacio ad occhi chiusi proprio mentre ne avevo bisogno e perché l’affetto che provo va oltre oltre e ancora oltre. Sei mia sorella perché sei come me e tanto diversa da me e anche se a vedersi non si direbbe, io lo so che sei mia sorella.
Sono atterrata su una nuvoletta di fumo profumato che blocca le membra e porta lontano i pensieri: non ho scampo. Se solo sapessi cosa voglio potrei anche rompermi la testa su di un desiderio, se solo ce ne fosse uno. Mi han detto un giorno “non è possibile non avere un sogno.” Allora così farò: troverò un argomento e lo investirò di passione, non perché me ne susciti, ma solo per limitare il ribollio. Una passione che funga da imbuto, così che la mente focalizzi e non mi lasci scivolare nel vuoto. Troverò un argomento… si ma quale, quando tutto diventa ammorbante in così poco tempo da rendere la noia un’amica gentile. Mi han detto un giorno “chi si annoia è noioso”. Forse lo sono, così come gli argomenti che non riesco a trovare, mentre scrivo e penso a quanto può essere posh un desiderio.
Se si trattasse di carne allora la mia sarebbe appagante come una bistecca al sangue, piena del succo che niente è mai riuscito a spremere. Un giorno sarò bistecca al sangue forse, ma adesso ho fame e, per caso, una farfalla colorata mi ha mostrato il cibo degli dei. Proprio qui, su questa nuvola.
Non sono che pelle intorno al niente, con muscoli contratti nella lotta contro la mortalità e dormo su un cuscino polveroso, pieno dei rimproveri a me stessa. Sono piena fino al rigurgito dei nomi che do all’infelicità. Noi tutti siamo stati creati perché la natura si renda consapevole del proprio gusto disumano e amiamo perché il corpo diventi così prezioso da far ruggire anche la terra. E noi che siamo pieni di infelicità fino al rigurgito dovremmo guardarci bene intorno, dubitando di ogni cosa vista fatta e detta proprio perché abbiamo per essa una parola e non la sua alchimia.
You're the book that I have opened/And now I've got to know much more/Like a soul without a mind/In a body without a heart/I'm missing every part
(Massive Attack, unfinished sympathy)
sono una sera chiara, quasi di primavera, limpida come un’origine. sono puro desiderio di iniziarmi di nuovo...cerco l'equilibrio del mio cuore e un attento confine con le cose..
Un temporale. Tuono e lampo sempre più vicini. Il delirio d’acqua si abbatte all’improvviso e fa un gran rumore fuori. Sopra un palazzo c’è un ragazzo appoggiato al muro di pioggia, spiritato ed eccitato urla “ti aspetto lampo, vieni!" E’ un monsone e la pioggia solleva e scoperchia automobili, fa volare autobus come giocattoli spogliandoli delle cromature. Le onde si trasformano in qualcos’altro, scelgono vele e le gettano contro la spiaggia. Il ragazzo è stato colpito, si accende verso il cielo come un’insegna al neon e poi crolla, cade in basso, il cuore devastato, le gambe che si contorcono, il vento gonfia i suoi vestiti e lo spoglia…
Ci sono quattro nuovi colori nell’arcobaleno.
Un vecchio scatta polaroid, ma riesce solo a immortalare pioggia senza fine, dice: “ascolta”, prende la mia testa, appoggia il mio orecchio al suo e giuro riesco a sentire il mare.
A volte quando guardo nel profondo dei tuoi occhi riesco a vedere la tua anima. Riesco a raggiungerla.
"I suppose I do have one unembarrassed passion. I wanna know what it feels like to care about something passionately..."
the adaptation