maldestri esercizi di egocentrismo
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Arrivi all'improvviso come arriva un temporale/ Un brivido, un lampo, una tempesta ormonale/ Sei carne su nervi, su fantasie impure/Sei il rosso che acceca, il fuoco che brucia / Donna su uomo Donna su donna Donna su uomo Donna su donna/ Dritto al cuore, dritto al cuore, colpisci, ferisci, Hanabel/ Ed è vivo pulsante strisciante su me/ il pensiero indecente di cedere/ Sei balsamo e fango su tutto il mio corpo/ l'amore, il sudore che mi fanno tremare... (caravane de ville)
Camminava sull'acqua, riempiva le reti, i pescatori lasciavano il mestiere per seguirlo.
A una festa di nozze mancò il vino e provvide, litri a centinaia, un colpo da maestro di vendemmie, acqua in vasi di pietra si girava in vino.
E' migliore, dissero i commensali, sì, è migliore il vino che non costa premitura, il pane fatto senza grano e forno, il pesce che da solo salta in barca: scatenava il gratis che appartiene alla grazia, passionale e guappa.
Veniva da un battesimo di acque in Giordano, morì poco lontano sopra una trave a T e quando un ferro gli trafisse il fianco spillò acqua con sangue, come breccia di parto, morì come sorgente. Ecco l'intruso del mondo, intriso dal grasso di tutte le colpe, messo a sbiadire pallido di freddo in un aprile o addirittura un marzo, oltre ottocento metri sul livello del mare mai toccato.
Un gargarismo d'acque in fondo a un pozzo asciutto, uno scatarro nella tubatura delle arterie: così scroscia la sua resurrezione. (Erri De Luca)
Un’artista della vita. Tracce di cioccolata sulle dita, profumo di intimità che sale. Una musica silenziosa mi accarezza. Ho freddo rileggendo le sue lettere. Piango un po’ per ciò che è andato e bevo il mio tè. Aspetto oggi da domenica, ma il mondo non aspetta me come tutti, non faccio differenza.
Distanze che non percorro mai / per una probabile carenza d’ossigeno. / Devo ancora imparare a respirare / ma mi va bene così / e non ho tempo per cambiare… poi / ho sempre me. (C. Donà)
Tes pas, enfants de mon silence,
Saintement, lentement placés,
Vers le lit de ma vigilance
Procèdent muets et glacés.
Personne pure, ombre divine,
Qu'ils sont doux, tes pas retenus !
Dieux !... tous les dons que je devine
Viennent à moi sur ces pieds nus !
Si, de tes lèvres avancées,
Tu prépares pour l'apaiser,
A l'habitant de mes pensées
La nourriture d'un baiser,
Ne hâte pas cet acte tendre,
Douceur d'être et de n'être pas,
Car j'ai vécu de vous attendre,
Et mon coeur n'était que vos pas.
Paul Valéry
"Ho capito che la gente ha bisogno di dare un nome alle cose, di semplificarle con le parole, pensando così a torto di poterle capire. Io, invece, ho preso l’abitudine di comunicare sempre meno con le parole, sempre più con il corpo. Se volete darmi un nome, non mi interessa. Sappiate però che in realtà io sono una ninfa. Semplicemente una ninfa.” Valérie Tasso
uno sguardo cosi fermo, un occhio alla volta... un raro esempio di femminilita'.
A volte mi vedo dall'esterno e la mia vita mi appare cosi inutile... diciamo che ora so ... e' davvero tutto qui! e l'amore fa davvero soffrire! quindi vivo per questi sguardi di intensa femminilita' che riempiono improvvisamente il mio mattino. e ho incontrato il tuo sguardo, un occhio alla volta... e cosi il mondo e' tornato ad apparire come dovrebbe essere... almeno per un po'
Non so. Stasera mi piacerebbe fare il bagno nel mare e poi fumare mentre ascolto le onde... ombra di capelli sul suo viso… bei ricordi si, ma c’era la luce di un lampione dentro a una macchina con il freddo che gelava le mani e il rumore del riscaldamento a palla. Vorrei che la luce venisse dalla luna, che le mani fossero calde e il rumore quello delle onde. Il profumo del mare si intonerebbe a quello della sua pelle non come quell’accidenti di arbre magic alla vaniglia appeso allo specchietto… ma che schifo, poi, alla vaniglia! Che schifo… smielato quasi come questo post. Gleah!
Quando la mamma stira a volte vado in camera con lei e cominciamo quei discorsi profondi che le mie amiche invidiano tanto… non è da tutti avere un rapporto così con la mamma. Del resto non dipende solo dalla mamma, ma dalla relazione che si riesce a istaurare. A volte si sente questa necessità di parlare e aprirsi con qualcuno ma ci si blocca perché in fondo per stabilire una qualsiasi forma di relazione bisogna essere in due e spesso capita che non ci si trovi troppo bene l’un con l’altro. Succede continuamente, ma mentre gli amici o gli amanti si scelgono - e se non vanno bene si cambiano - le mamme no. Quindi sono fortunata perché io con la mia ho una sorta di affinità elettiva. Beh stavo parlando con la mamma oggi, dice che mi vede un pochino più serena e che è contenta bla bla bla. Allora ho iniziato a sbrodolare il miei dubbi sulla vita che mi hanno insegnato a vivere… secondo me ha un po’ il sapore dei panini di McDonalds che non sono male, ma restano sullo stomaco e quando li addenti senti quella sensazione di finto, plastificato, preconfezionato. Ecco beh io preferirei una bella bistecca alla fiorentina con i fiori di zucca fritti che giuro li ho mangiati quest’estate e ancora me li sogno. E lei capisce credo. Ha capito nonostante mi muovessi in bilico sulle parole. Succede insomma che mi hanno insegnato a vivere programmando il mio futuro, ma non è possibile farlo. Non ci si riesce proprio. Poi non avrò figli… almeno non credo quindi vivrò solo per me stessa… si questo è un pochino demoralizzante… se non c’è scopo nella vita con gia' con i figli allora figurati senza. Forse un bambino mi piacerebbe averlo, forse solo per egoismo. Poi chissenefrega se la società sarà in grado o meno di accettarlo!! La società è spietata né più né meno quindi fanculo. Poi qui c’è una corsa al massacro, ci governa la legge del più forte e io sono fottutamente debole. Mi chiedo: "ma se l’umanità ha passato gli ultimi millenni cercando di eludere questa legge brutale come la natura da cui vogliamo elevarci, ma perché dovrei accettare di combattere né più né meno per la sopravvivenza come se tutto fosse governato dal caos?" Cioè… tanto vale eliminare il progresso e tornare all’età della pietra... beh io sarei già morta, forse non sarei neanche stata concepita, ma poco importa tanto il mio apporto all’umanità è comunque irrilevante. Non lascerò traccia e francamente non è questo che mi preoccupa. Beh stavo parlando con la mamma e mi veniva da piangere a pensare a tutte queste cose da cui non si scappa, non c’è scampo. Però non ho pianto. Poi la mamma ha cambiato discorso e io ho mi sono fatta un te'.
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
(A.Merini)