maldestri esercizi di egocentrismo
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Si dice che il morso dalla tarantola possa trovare requie solo nel movimento continuo. Chi ha il ballo di San Vito non può stare fermo e si muove senza tregua e senza pace e trova luoghi e assenze, desiderio d'altrove e fuoco immediato della strada e di ESSERE, sempre in ritardo per qualche cosa, afferra vorace e deraglia. La promiscuità è volgare ed è il prezzo che si paga aspettando la perla ma per raccontarla la strada bisogna camminarla. E quanti sono disposti a farlo veramente?
.. Questo è il male che mi porto da / trent'anni addosso / fermo non so stare in nessun posto / rotola rotola rotola il masso / rotola addosso, rotola in basso / e il muschio non si cresce sopra il sasso / e il muschio non si cresce sopra il sasso / scaccia scaccia satanassa / scaccia il diavolo che ti passa / le nocche si consumano / ecco iniziano i tremmori / della taranta, della taranta / della tarantolata... (vinicio capossela)
prima c'erano i sogni di diventare qualcuno o almeno qualcosa, chessò un oggetto anche vagamente desiderabile nonostante tutto, se non bella almeno intelligente, se non intelligente almeno simpatica, se non simpatica almeno una che non sporca, poi è arrivata l'incrollabile certezza di un imprescindibile sistema collettivo e personale di merda ...ma come si fa a non essere ottimisti?
un biglietto da 5 euro in tasca, segnati due numeri… Profumo di trasgressione indefinito. Voglia di libertà... una libertà che è pura illusione che' il sesso è un potere oscuro da sempre avvolto di tabù. Il punto di contatto tra l’uomo e la natura, il luogo dove la moralità e le buone intenzioni cedono a pulsioni primitive. Il sesso è un’intersezione dove tutte le cose tornano nella notte, è un regno infestato da fantasmi, è il luogo dell’illecito, luogo di dannazione e d’incanto.
A intervalli la notte fa visita alla mia immaginazione, mandando all’aria i pochi sforzi di virtù.
Si è risentita enormemente. Mi vedeva come una piccola fuga dalla realtà, io la vedevo come quella che mi ha fatto battere il cuore. Visioni discordanti. Mi piace stare con lei, mi piace perdermi nei meandri delle sue cellule neuronali, quelle ancora attive per lo meno. Abbiamo discusso… le ho detto di B, nn l’ha trovato carino. Ha sottolineato che l’ultima volta che ci siamo viste abbiamo fatto l’amore e che aveva pensieri positivi nei miei confronti e adesso i suoi pensieri sono gravati da questo peso che adombra il nostro “legame”. Mi ha detto che non dovevo dirle nulla… Ho sbagliato registro nella comunicazione. Sono servite parole, prossimità e tre margarita alla fragola. Senza nulla togliere alle mia capacità comunicativa temo che i margarita siamo stati di grandissimo aiuto.
B: “hai parlato più con Vale stasera che con me in cinque mesi…” significativo direi.
Vivo in un mondo parallelo, mi sono resa conto dello tsunami solo la sera del 29. Nn so esattamente quando ho preso il volo, fatto sta che nn sono ancora atterrata e nn ne sento particolarmente il bisogno, il tutto sollazzandomi nel puro egoismo. Bisogna essere sinceri con se stessi prima di dire, fare, baciare, lettera, testamento… Alcuni rapporti rimarranno squilibrati a vita, lei ogni tanto bussa e ho sinceramente voglia di vederla.